Newsletter di maggio di Michael Freeman

Discussioni su Fotografi e fotografie, famose e non

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Newsletter di maggio di Michael Freeman

Messaggioda Alqua » mar giu 09, 2015 2:45 pm

Ho messo il doppione di un post in piazzetta qui, perché forse è attinente più all'estetica della fotografia:
http://us7.campaign-archive1.com/?u=f9d ... 4d743840c4
A chi interessasse...
Un brano, AMMMP interessante base di discussione, della newsletter: "Next, creativity involves an audience. Just being imaginative and close to original isn’t quite enough. If the result were plain nasty, it wouldn’t count. It has to appeal. One of the more brutal aspects of any creative medium is that there’s always a judgment of success. If respected judges, or simply enough other people, think your images are good, then you have a confirmed place on the creative ladder. Winning prizes and being published are good indicators, but what do you do about the state of being unrecognised? Look at the timeline of any admired photographer, and it begins, quite naturally, with obscurity. Natural, but not at all comfortable, with attacks of self-doubt likely to happen every so often. As one young Chinese photographer came up and asked me after a talk in Hangzhou, ‘What if no-one likes my work?’ A reasonable question, with the possibility of one good answer (keep going and people will eventually see how good it is) and one bad one (it’s not good enough). Do you fall back on the van Gogh and Gauguin model of being too far ahead of your time? Or perhaps go in the other direction and try to please an audience by making images in a style you know that they already like? That second option might turn out to be not very satisfying, which would matter less if you’re more concerned with recognition than breaking new ground."
Qualsiasi cosa che sia considerata arte da almeno una persona, o anche due, si può considerare arte.
Corollario 0: la decisione in merito al grado di qualità artistica va stabilita sulla sola base dei giudizi relativi al contenuto dell'opera
Corollario 1: in qualsiasi foto ci può essere qualcosa di interessante
Corollario 2: non c'è mai 'niente da fotografare'

[K-30, KP, 100 D-FA macro WR, 18-135 WR, *11-18 ED DC AW, serie M 50 f2, 55-300 DA ED, Samyang 14mm]
https://www.flickr.com/photos/69740546@N03/
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Re: Newsletter di maggio di Michael Freeman

Messaggioda nonpigliounoshoot » mer giu 10, 2015 4:46 pm

non ho capito perchè ti complichi la vita...
già è complicata di suo.
Credi nel tuo motto o no?
Se ci credi non devi spiegare niente, ne agli altri ne a te.
A volte mi sembra che cerchi appoggi per convincere te stesso, magari sbaglio.


:cincin: :cincin: :cincin:
Pentax K70 - Pentax K 30 - 18-55 DAL WR - 55-300 DAL (semirotto) - 55-300 DA - Pentax SMC DA 35mm f/2.8 Macro Limited - Pentax SMC DA 12-24mm f/4 ED AL - A 50 f 1.7 - M 50 1.4 - A 28 2.8 - M 135 3.5 - A 35 2.8 - ME super - Zenit E - Elios 44 2.0 -
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Re: Newsletter di maggio di Michael Freeman

Messaggioda Alqua » mer giu 10, 2015 8:34 pm

nonpigliounoshoot ha scritto:non ho capito perchè ti complichi la vita...
già è complicata di suo.
Credi nel tuo motto o no?
Se ci credi non devi spiegare niente, ne agli altri ne a te.
A volte mi sembra che cerchi appoggi per convincere te stesso, magari sbaglio.


:cincin: :cincin: :cincin:

Non ho da convincermi di nulla...
Mi interessa l'argomento, e mi incuriosisce anche, molto. Sulle parole di Freeman ritenevo che si potessero fare delle valutazioni su come si articola e si può articolare il rapporto tra autore (artista) e pubblico (mondo)...
:bye:
Qualsiasi cosa che sia considerata arte da almeno una persona, o anche due, si può considerare arte.
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Corollario 1: in qualsiasi foto ci può essere qualcosa di interessante
Corollario 2: non c'è mai 'niente da fotografare'

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