Perchè io torno alla pellicola

Per gli amanti della pellicola in qualsiasi formato.

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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda ntx » ven gen 29, 2021 1:40 pm

Enriko!! ha scritto:Un altra rottura poi è lo smaltimento dei chimici, anni fa andavi in discarica/ecocentro e nessuno sapeva dirti cosa farne...oggi non so se è cambiato qualcosa.


Vanno portati alla stazione ecologica e conferiti nei rifiuti pericolosi. Questo, perlomeno, nella mia zona.

Comunque cominciano ad esserci parecchie aziende di rifiuti che, tramite sito o tramite app, forniscono informazioni specifiche per ogni tipo di rifiuto... con un dettaglio che non ci si aspetterebbe.

Ciao
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda unoqualsiasi » ven gen 29, 2021 2:46 pm

Io non sono del tutto sicuro che a Collegno l'ecocentro sia attrezzato per il CER 090100 e successivi. Ma in prima battuta andrei li.
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda fanagot » ven gen 29, 2021 3:03 pm

ah, non si butta nel cesso? :paaura:
Mancano molte foto di obiettivi che TU magari hai. Controlla nell'archivio e provvedi! Immagine
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda unoqualsiasi » ven gen 29, 2021 3:05 pm

No, nel cesso si butta solo l'olio motore esausto! Se invece si è riposato non lo so.
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda fanagot » ven gen 29, 2021 3:06 pm

se e' riposato, lo puoi usare ancora :facciac:
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda unoqualsiasi » ven gen 29, 2021 3:10 pm

Anche questo è vero.
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda frank baldux » ven gen 29, 2021 6:34 pm

unoqualsiasi ha scritto:Quindi con tuo padre vivi un'esperienza straniante.
Perchè hai scritto che lui stesso dice di chiuderle nella vetrinetta le fotocamere a pellicola. Nel post iniziale.
E poi ti stupisci che altri, che hanno fotografato a pellicola, ti dicono la stessa cosa.
Vabbè...


Come ti ho già scritto prima, a pag.4 (quando mi dicevi che secondo te cerco di autoconvincermi che si stava meglio quando si stava peggio...ma poi, chi stava peggio, tu? io no, grazie) ti ringrazio molto per la cortesia ma non ho chiesto una consulenza psicologica ...
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda frank baldux » ven gen 29, 2021 6:36 pm

ntx ha scritto:
Se il dubbio è questo allora posso dirti che ho potuto vedere che tutti coloro che hanno voluto farlo in casa da se hanno imparato e ci sono riusciti (dallo sviluppo alla stampa). Non vedo perchè per te non dovrebbe valere lo stesso: hai detto che hai già il posto (cosa che alcuni che sviluppano da se - con cui ho parlato - nemmeno hanno). Farai il solito percorso che si fa quando si impara a fare qualcosa: tanti errori all'inizio che correggerai facendone in seguito sempre meno.

Riguardo il medio formato, secondo me, è l'unica soluzione che trovo sensato usare al giorno d'oggi per lo scatto a pellicola (che siano diapositive o negativi). Scegliere una Pentax 67, secondo me, è emozionante (e questo malgrado, pur avendola provata, non sarebbe la mia scelta)... non si sposa affatto, però, con la tua idea iniziale di non spendere in attrezzatura.

Ciao
Jenner


Ciao, sì le mie domande erano quelle due sin dall'inizio del post, e ringrazio anche te per il parere :wink:
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda frank baldux » ven gen 29, 2021 6:53 pm

unoqualsiasi ha scritto:In merito al discorso dei precedenti buoni consigli nella stanza pellicolara, direi che la tua più recente richiesta riguarda (togliendo il problema dell'esposimetro della MeSuper e della correzione diottrica, che poco hanno a che vedere con il tipo di materiale sensibile) la Exacta66, ed è roba di dieci anni fa, finita peraltro allora con la considerazione TUA che non ne valeva la pena.
Non pensi che in dieci anni le cose possano essere leggerissimamente cambiate anche per chi all'epoca era ancora abbastanza interessato alla fotografia chimica?



Sicuro, in 10 anni le cose sono cambiate nel senso che 10 anni fa ars imago stava appena aprendo, ora prospera. Infatti 10 anni fa, se io avessi voluto - per esempio - una Velvia, qui a Bari era impossibile, ora la ordinerei ad ars imago o fotomatica.

A naso, visto il mio lavoro che con i mercati ha a che fare, direi che il mercato si è leggermente ampliato, non ristretto, il che si nota anche dall'andamento del prezzo del materiale fotografico "analogico2, che - dannazione - è in risalita dopo aver toccato negli anni 2005-2011 il minimo storico (nel 2012, stavo per sposarmi, quindi mi persi una Pentax 67 completa di pentaprisma e maniglia di legno da NOC a 300 euro, proviamo ora a vedere se passa a quel prezzo...) :azzz:

Hai controllato bene nei miei post, potevi allora andare un poco più indietro e troverai consigli richiesti su Contax G, su Canon Ftb...mi hai fatto venire voglia anche di andare a rivedere i messaggi che mi scambiavo in privato allora con Valerio Ricciardi, con Jka, con 6 X 7, e tanti altri prodighi di consigli... :cincin:

Fu su questo forum che comprai, nell'area mercatino, la MX che ho ancora...

PS: mica ho scritto il falso, a pag. 2 ho scritto di essere un "frequentatore saltuario" di questo forum :studeo:
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda frank baldux » ven gen 29, 2021 6:54 pm

Mauro ha scritto:https://marcocrupi.it/2011/03/la-camera-oscura-e-sviluppo-pellicola.html


Grazie!
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda frank baldux » ven gen 29, 2021 6:55 pm

occhirossi ha scritto:Butta Tutto!! :teach:


Come dice Troisi: aspetta che me lo scrivo :pentax:
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda ftalien77 » mar feb 02, 2021 1:49 pm

Io la pellicola 35 l'ho abbandonata e non mi manca. Ho in casa anche una Hasselblad che ho provato un paio di volte. Bell'oggetto, ma non è scattato l'amore. Dal punto di vista pratico non ne ho compresi i vantaggi.
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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda davedomus » mar feb 02, 2021 4:56 pm

Enriko!! ha scritto:
Per la mia esperienza l'ostacolo più grande alla fine non era il costo in se (anche perchè alcuni costi li dividevo), e neppure il tempo in se in termini assoluti (per quanto queste due cose abbiano inciso sull'abbandonare la stampa in casa), ma più che altro la rottura di allestire e smontare tutto ogni volta non avendo un posto dedicato...già avendo un angolo che può rimanere in pianta stabile fa molto...

.

Confermo non per esperienza diretta , ma un mio amico che stampava in BN da pellicole alla fine, non avendo una postazione stabile, ha lasciato perdere.
Pentax K5 - K20D e un po' di vetri.

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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda Domenico » dom feb 21, 2021 1:50 am

frank baldux ha scritto:Eh sì, lo so che è un argomento trito e ritrito, ma non scrivo per chiedervi che macchina comprare, nè sono un millennial che non sa cosa siano gli Iso (quelli fissi, intendo, perchè sulla digitale diventano uno dei parametri variabili e vederne uno indicato fisso sulla macchina ad un millennial potrebbe causare dubbi di malfunzionamento :asd: ), e nemmeno voglio ipotizzare che uno strumento sia migliore dell'altro o che chissà quale qualità strana debba avere la pellicola.

No no.

Scrivo solo per condividere una riflessione: sono cresciuto all'ombra di mio padre, fotoamatore molto bravo con qualche velleità e qualche collaborazione saltuaria con professionisti, io indegnamente ho avuto da lui in regalo quando ero ragazzo (diciamo quasi 30 anni fa) una FX 3 Super 2000 usata, con la quale potevo usare gli obiettivi (i meno pregiati, non fosse mai che facessi danni) dei suoi Zeiss Contax, poi passò per breve perido a Nikon e quindi vendemmo tutto e per me uscì una F50 usata (tremenda, tutti pulsantini), poi passò a Pentax e per me uscì una Me super...poi lui è passato al digitale, e io ho continuato a scattare (sempre a pellicola) e frequentavo saltuariamente anche questo lido.

Poi matrimonio, 2 figli, e le foto ricordo tipiche di famiglia ho preferito scattarle con una compatta digitale (sempre roba in surplus di mio padre :ghgh: una Lumix, una Canon Ixus, robette così) finchè non gli ho detto che volevo tornare a fotografare sul serio (sul serio io, le foto sono robetta, le mie) e mi ha regalato (sempre un suo surplus dei suoi tantissimi cambi, anche se ora si è stabilizzato da anni su Fuji) una Fuji XT 1 con un bello zoom.

E niente, non ci riesco, le più belle foto che ho fatto ai miei bambini le ho fatte con una Canon FTB e con le mie ME super e MX.

Il motivo, anzi i motivi, sono semplicemente 2: il mirino digitale non mi ispira, e mi ispira ancora meno l'idea di dover guardare le foto sul pc e metterci mano. Io il pc lo uso tutti i giorni per lavoro, e non voglio vederlo manco per sbaglio per una mia passione extra lavorativa, tanto è vero che da quando lavoro al pc ho smesso anche i videogiochi, proprio non ce la faccio a vedere nel pc uno strumento da usare nel tempo libero.

Ovviamente questi motivi sono validi solo per me, non pretendo mica che valgano per altri.

Ora, nella mia scarsità espressiva (tecnicamente me la cavicchio) ho 2 ambizioni: fotografare in B/N, e per questo mi vanno benissimo gli svariati corredi avanzati dagli anni da mio padre (FTB con la terna classica con il 50 1.4, 28 2.8, 135 2.5 e possibile prestito da mio padre di 85 1.8, ME super e MX con 24 Vivitar 28 M 2.8 40 M 2.8 50 M 1.7 135 M 3.5 200 A 4 35-105 A 3.5, oltre a Contax G1 con 28 e 45 e volendo chiedere a papà in prestito altra robetta tipo un F1 old) e fotografare in diapositiva (e lo so, ma anche qui ho un motivo puramente di amore per il mezzo che adoro in quanto lo ritengo una sorta di elemento pittorico, magari una volta lo scrivo meglio) e lì il mio sogno sarebbe il MF.

Leggendo - ho dato un'occhiata a tutta la sezione, in ordine dai post più vecchi ai recenti - vedo che qui l'amore per la pellicola sembra molto svaporato, mi rendo conto che il digitale solo per me abbia quei limiti che ho detto, ma dite che imparare a sviluppare a 40 anni sia tardi? e sia possibile farlo - senza pretese enormi - in non troppo tempo? e stampare il B/N è troppo difficile? Il locale in casa lo avrei, più o meno.
E infine: ma una Pentax 67 è una pazzia, è una cosa che non ha senso per avere delle dia che io possa guardare contro una luce uniforme e in seguito magari su un proiettore (ora ho un Leitz Pradovit di mio padre, solo per 35 mm)?

Sono troppo in ritardo sulla modernitò, devo fare come mi dice mio padre chiudendo tutto in vetrinetta e farmi andare bene il mirino della XT 1, i suoi troppi menu che mi fanno passare il momento erotico dello scatto (giuro, a me succede così) e la sera davanti al pc con gli occhi rossi dopo una giornata di lavoro?


Questo forum in effetti è più orientato alla fotografia digitale, quella analogica è ormai un prodotto di nicchia e se ne vuoi parlare con gente esperta devi forse rivolgerti altrove.
Detto questo condivido in pieno quasi tutto il tuo post, soprattutto la parte dove spieghi la tua avversione per il PC. Ti capisco benissimo, anche io lo uso per lavorare e dopo 10 ore di ufficio se devo pensare di mettermi a postprodurre 1000 foto mi viene male.

Ti racconto la mia esperienza, che è quella di uno che detesta il digitale.
Mi piace molto la tecnologia, amo i corpi digitali, ma trovo che, almeno per me, siano deleteri.
Tutto quello che si dice del digitale è vero:
- è superiore alla pellicola, salvo non andare a disturbare grandi maestri della stampa
- è virtualmente perfetto
- è veloce
- è più economico
e tanto altro ancora.
Eppure lo detesto.
Ho avuto una Pentax DS (la peggior macchina fotografica mai avuta), una K5 (ottima) e ora una Sony A7 primo modello. La Sony ce l'ho da tre o quattro anni e non credo di aver raggiunto 3.000 scatti.
Perché? Perché quando prendo in mano una digitale fotografo peggio. Essendo lo scatto gratuito ci do meno importanza e mi impegno meno. Poi scatto a caxxo, magari facendo braketing esteso per essere sicuro di beccare la foto giusta. Risultato? L'anno scorso ho fatto una settimana a Pantelleria e sono tornato a casa con 500 foto (ancora poche, c'è gente che scatta molto più di me).
Dove sono queste foto adesso? In una cartella del PC. Quanto spesso guardo queste foto? MAI. E' come se non le avessi mai scattate.
Avevo fatto una prima selezione, ma poi niente, mi sono cadute le braccia. Stare lì a vedere tra due foto quasi identiche quale sia la migliore, postprodurla... uppercarità. Due palle. E poi non ne sono capace. Ho scaricato capture one, ma mi scoraggio ogni volta che lo apro, con tutti quei menù.
Quanto sopra è ovviamente un'opinione personale, lungi da me fare discorsi generalizzati.

Io invece amo la pellicola e in particolare quella BN. La scelta della macchina, della pellicola e poi del rivelatore giusto passa da una valutazione consapevole del risultato che vuoi ottenere. Gli scatti sono contati e costano, quindi ogni singolo frame è studiato. I risultati saranno anche pessimi perché io sono un fotografo della domenica, ma quello che tiro fuori so che è il meglio che io sono in grado di ottenere.
Le pellicola da sviluppare è preziosa, la porti a casa con curiosità e non vedi l'ora di lavorarla, per vedere cosa è uscito. L'operazione non è complessa, ma richiede un minimo di rigore e non bisogna essere sciatti. Quando tiri fuori la pellicola sviluppata dalla dalla tank hai sempre quell'attimo di paura: "e se non è uscito fuori niente?"... poi la srotoli e la magia si ripete sempre. Vedere i fotogrammi affiancati sulla striscia è sempre emozionante.
Quando è asciutta la prendi con cura, magari con i guanti di cotone, la tagli con attenzione e la riponi nei pergamini come fosse una reliquia. Sono gli unici scatti di un certo evento, di una circostanza e sono preziosi...

La stampa richiede tempo, competenze (le mie sono medie, parlando in maniera ottimistica), soldi, pazienza, spazio... insomma non è una passeggiata.
Però, quando sei al buio nella camera oscura con solo una fioca lucetta rossa che illumina il piano di lavoro, magari con un buon sottofondo musicale io mi sento in pace con il mondo. Chiudo la porta, spengo il cellulare e per due ore mi dedico a me stesso. In quel lasso di tempo non esiste nient'altro, solo il mio negativo proiettato sul piano, la musica ed i miei pensieri. La moglie sta fuori, lo sa che ha sei giorni e mezzo per rompere le balle, ma quelle due o tre ore deve farsi gli affari suoi. Quelle tre ore sono mie, per me. Già solo questo vale il prezzo del biglietto.
Stampare significa reimparare a fare le cose con una certa fatica e con calma, richiedendo tempo, il bene che oggi forse è più prezioso.
Lo so bene che con una epson da 300 euro tirerei fuori in 10 minuti un risultato forse anche migliore di quello che produrrò quella mattina, ma non è la stessa cosa.
Quando metti il foglio bianco nella bacinella con il rivelatore e attendi qualche secondo, vedi pian piano l'immagine apparire dal nulla e quella non è chimica... è sempre stata e sempre sarà per me MAGIA.
Non fraintendermi, non siamo in una puntata di Magnum PI dove pareva che per stampare una foto bastava buttare un foglio di carta in una bacinella. Qui per arrivare ad una stampa devi ammazzarti di provini per poi magari scoprire (alla fine di tutto, quando non puoi più rimediare) che quel frame non è stampabile come volevi tu perché è sottoesposto o sovrasviluppato... però quando capita metti una tacca in un angolo del tuo cervello e sei sicuro che hai imparato la lezione.
Stampare è un processo tortuoso, ma per quanto penoso sia il tuo risultato è un prodotto artigianale.
La stampa finale è un prodotto tuo, frutto delle tue scelte, dalla selezione della pellicola, all'inquadratura, alla scelta della tipologia di trattamento usare.
E' una piccola opera d'arte di cui esiste un solo esemplare, perché a rifarla ti verrà molto simile, ma perfettamente identica no.

L'anno scorso durante il lockdown ho comprato una bella taglierina a 45 gradi e fatto scorta di pass di vari colori. In quel periodo ho fatto molte stampe, che ho impreziosito con pass fatti su misura, su cartoncino figo e il tutto l'ho messo dentro scatole di cartone acid free dedicate alle stampe. Il tutto è molto bello ed ha una certa eleganza.
Di queste scatole ne ho riempite due e ogni tanto le apro, passo in rassegna le stampe e, per quanto non ci siano dei capolavori là dentro, mi emoziono.
Visionare 300 foto a monitor? No grazie, preferisco fare altro.

Il mio set up classico è un corpo a pellicola (35mm o MF) per il bianco e nero e un Samsung s10 che uso solo per le foto ricordo, a colori o pacioccate con i filtri dello smartphone.

Questo però sono io. Chi fa caccia fotografica, macro, fotografia sportiva, reportage, matrimoni o in generale il professionista che deve restituire i lavori in un tempo prefissato DEVE usare il digitale. Su questo non ci piove. Come vedi nell'80% delle applicazioni fotografiche il digitale è praticamente obbligatorio.
Non puoi pensare di fare caccia fotografica con una MX o una 645 manual focus. Non diciamo sciocchezze.
Io però non faccio questo genere di foto, quindi per me il BN analogico è perfetto. E mi ci diverto un sacco.

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Re: Perchè io torno alla pellicola

Messaggioda Domenico » dom feb 21, 2021 8:19 am

frank baldux ha scritto:Posto il fastidio che provo sia con il mirino digitale, sia - ancor di più - nel passare tempo davanti al pc per quello che è un passatempo e non un lavoro (per me), chiedevo se per imparare a sviluppare (il B/N) secondo voi avrei bisogno di tanto tempo, e se prendere una MF solo per le dia (facevo l'esempio della pentax 67) - che adoro io, non voglio che le adorino anche altri - può avere un senso sempre nell'ottica delle mie attitudini e dei miei "fastidi"


Provo a risponderti io.

Sviluppo
Il processo in sé non è affatto difficile. Io che non sono un ingegnere, ma ho una formazione umanistica, ho imparato da solo e senza troppe difficoltà leggendo un tutorial su Photo4u.it, tutorial che è ancora lì (io lo lessi nel 2006).
Gli strumenti che servono sono pochi, piuttosto semplici e poco costosi: una tank, una spirale, dei cilindri graduati, un termometro e un po' di pazienza.
Il problema non è sviluppare, ma sviluppare bene. Cosa significa? Che nella fotografia analogica devi preoccuparti di esporre bene per preservare i dettagli nelle zone d'ombra e sviluppare bene per preservare le alte luci, se fai entrambe le cose bene controlli correttamente il contrasto ed avrai un negativo che si scannerizza bene e si stampa con facilità. Una volta ottenuto quello sarà più facile interpretarlo sotto l'ingranditore. Un negativo fatto male lo stampi infatti in un solo modo: l'unico che ti permette di salvarlo. Un negativo fatto bene lo puoi stampare interpretandolo come vuoi e l'unico limite saranno le tue competenze di stampatore.
Per far questo devi studiare un po' e fare un po' di test/prove.
Sintetizzando all'estremo devi imparare a sovraesporre e sottosviluppare. La misura di questo sovra/sotto dipende dal contrasto della scena e dal tipo di pellicola/rivelatore che userai. E' un processo che a me affascina moltissimo, molti lo troveranno inutile. Ad ognuno la sua.
In digitale hai problemi simili, ma mi pare di aver capito che lì l'obiettivo è non "bucare" le luci. Se ho capito bene (ma potrei sbagliare) il digitale ha gli stessi problemi che ha la diapositiva. Il discorso che ti faccio io è unicamente riferito alle pellicole negative (che siano colore o BN).

Stampa
Discorso simile. Stampare una foto non è difficile: fai dei provini finché non trovi il tempo e contrasto giusti.
Stampare bene significa ottenere in stampa quello che dice la tua testa ed è un altro sport. Richiede studio, dedizione e prove.
Come dicevo nell'altra risposta, è tutta una questione di tempo e passione.

Scansione
Siccome molti non hanno lo spazio o il tempo per dedicarsi alla stampa, è molto diffuso il processo ibrido: sviluppo analogico e scansione.
Ultimamente al posto della scansione si sta diffondendo la mania di fotografare i negativi e poi invertirli in post.
Su questi argomenti però ti sono di poco aiuto. Io ho uno scanner che so usare poco e male (scansionare non è proprio una cosa "plug and play", anche qui devi imparare) e trovo il processo di scansione assai noioso.
Tutti i miei negativi li scansiono per avere un'anteprima delle foto, ma faccio scansioni molto basic, giusto per vedere se lo scatto è a fuoco e per valutare l'inquadratura in maniera grossolana. Questi files magari mi sono poi utili per delle condivisioni senza troppe pretese (magari su flickr) e basta. Gli scatti che mi piacciono li stampo sotto l'ingranditore, compatibilmente con il tempo che ho.
Certo, alla fine produco un numero di stampe limitato, infatti le foto di routine o ricordo le faccio con il cellulare o con la digitale e poi stampo in laboratorio quello che mi serve. Il BN lo uso per - passami il termine davvero improprio per la mia produzione fotografica - il "fine art".

Pentax 67
Io ho una 645nII con varie ottiche e posso dirti che siamo al limite come peso/ingombri/trasportabilità. Ho fatto delle vacanze in Scozia negli anni passati con zaini che potevano pesare anche 5kg o più... Una tragedia. Dopo una settimana non ce la facevo più. Negli ultimi anni mi sono impegnato per ridurre al limite pesi ed ingombri e sono arrivato a delle soluzioni (che vanno bene per me). Ora la 645 la uso lo stesso, ma solo per certe cose, per spostamenti brevi e solo se userò solo quella. Non l'ho più portata in vacanza, giusto per chiarire.
Questo per dirti che la 67 è una macchina molto affascinante, ma io non la comprerei mai. E' davvero pesantissima ed ingombrante. Il formato 6x7 deve però essere una goduria. Se ti interessa il formato ci sono altre soluzioni, ma molto più care (e non è che la 67 oggi te la regalino).
Aggiungo solo che le diapositive 6x7 per essere proiettate necessitano di proiettori dedicati, piuttosto rari e costosi.

Diapositive
Qui alzo le mani, non le ho mai usate. Da giovane mi fecero assistere ad una proiezioni di dia in un circolo fotografico e volevo morire.
Come detesto quelli che ti propinano le 1250 foto delle loro vacanze da vedere (tutte) sul pc o, peggio, sullo schermo di una TV. Così, senza manco una selezione... e magari con un accompagnamento musicale di sottofondo. Mi vengono i brividi al solo pensiero.

Io concepisco la foto in un altro modo.
Vacanza in Scozia? Bene: 20 foto a colori e 10 in BN. Belle, selezionate e stampate a modo in 24x30 e messe in pass partout o appiccicate in un album. Te le porgo - se ti va - e tu te le guardi, sempre se ti va. Andando alla velocità che vuoi tu, soffermandoti, se vuoi, dove decidi tu. Chiedendo, se vuoi, quello che credi.
E se non ti dovessero interessare o piacere, molto bene, sono 30 stampe, le scorri con educazione e in 60 secondi mi restituisci il pacco e ci dedichiamo serenamente ad altro.

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