Spazio colore e workflow

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Spazio colore e workflow

Messaggioda Cla82Limited » gio lug 17, 2014 2:55 pm

Apro questo thread perchè mi servirebbero alcune informazioni per modificare il mio workflow. Sto pensando di cambiare monitor con uno migliore, di tipo IPS con retroilluminazione GBr-LED e con copertura al 99% dello spazio colore Adobe RGB. I miei quesiti sono i seguenti:

1 - Finora la mia fotocamera era settata in spazio colore sRGB. Ciò è relativo solo al salvataggio del file JPEG oppure ho mutilato decine di migliaia di file RAW?

2 - Per avere la maggior gamma di colori possibile vorrei impostare il mio workflow su uno spazio colore Prophoto RGB a 16bit ma, visto che parte di questi colori non saranno visualizzabili a monitor e che, al momento della conversione per la pubblicazione in internet, tali foto dovranno essere ulteriormente ristrette sullo spazio sRGB, quale intento di conversione dovrò impostare? Percettivo, saturazione, colorimetrico relativo o assoluto? Vorrei evitare risultati orridi con zone fluorescenti, colori clippati o mostruosità varie.

3 - Il mio laboratorio di stampa online è Bay Photo, di Smugmug. A detta di molti è un ottimo laboratorio, però richiede che i file gli vengano inviati nel formato JPEG in sRGB a compressione minima. Per ovviare a questa "limitazione" il laboratorio fornisce il profilo .ICC che viene usato dalle loro stampanti per eseguire il soft proofing. Ora, anche in questo caso, per passare dal Prophoto RGB al sRGB facendo il soft proofing, devo usare lo stesso intento di conversione di prima? Mi converrà fare una foto a una tavolozza colori standard, con bilanciamento del bianco calibrato e ricevere una stampa di prova?

Ringrazio in anticipo chiunque voglia darmi una mano costruttivamente sull'argomento. :-)):
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda ntx » gio lug 17, 2014 3:17 pm

A leggere le tue domande mi chiedo solo perche' vuoi impostare un flusso di lavoro che non capisci come funziona. Nella situazione in cui sei ora cosa c'e' che non va?
Comunque...
1) No.
2) Percettivo.
3) Si. A tua discrezione.

Ciao
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda Cla82Limited » gio lug 17, 2014 3:55 pm

ntx ha scritto:A leggere le tue domande mi chiedo solo perche' vuoi impostare un flusso di lavoro che non capisci come funziona.

Da cosa deduci che non capisco? Se anche dovesse essere così, avere qualcuno che sveli l'arcano sarebbe di grande aiuto :-)

ntx ha scritto:1) No.

Spè, sei stato leggermente troppo telegrafico. "No" che non è relativo all'assegnazione del profilo colore esclusivamente sui JPEG, o "No" che non ho mutilato i file RAW?

Grazie :wink:
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda fanagot » gio lug 17, 2014 4:01 pm

Cla82Limited ha scritto:
ntx ha scritto:1) No.

Spè, sei stato leggermente troppo telegrafico. "No" che non è relativo all'assegnazione del profilo colore esclusivamente sui JPEG, o "No" che non ho mutilato i file RAW?

Grazie :wink:


colpa tua, se fai domande "col dubbio" poi non capisci la risposta :prrt:
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda emmeci » gio lug 17, 2014 5:03 pm

Cla82Limited ha scritto:
ntx ha scritto:A leggere le tue domande mi chiedo solo perche' vuoi impostare un flusso di lavoro che non capisci come funziona.

Da cosa deduci che non capisco? Se anche dovesse essere così, avere qualcuno che sveli l'arcano sarebbe di grande aiuto :-)

ntx ha scritto:1) No.

Spè, sei stato leggermente troppo telegrafico. "No" che non è relativo all'assegnazione del profilo colore esclusivamente sui JPEG, o "No" che non ho mutilato i file RAW?

Grazie :wink:

:lol:
Credo che Jenner intenda dire che il RAW è sempre RAW, è quando lo "sviluppi" che assegni uno spazio colore, per cui se prima hai sviluppato i tuoi jpg in sRGB ora li puoi nuovamente sviluppare scegliendo lo spazio AdobeRGB o altro.
... e poi ha aggiunto: ma se fino ad oggi ti andava bene così, queste non sono :nerdmast: ?
:cincin:
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda Cla82Limited » gio lug 17, 2014 5:06 pm

fanagot ha scritto:colpa tua, se fai domande "col dubbio" poi non capisci la risposta :prrt:


...detto questo?
La risposta continua a non far intendere se il settaggio del profilo colore sulla fotocamera si applichi solo ai JPEG o a entrambi JPEG+RAW. (E io scarterei questa seconda ipotesi vista la natura dei file RAW, ma avrei gradito una conferma chiara...).

Inoltre, non vedo perchè, invece di argomentare su un tema interessante che può tornare utile ad altri, ci si limiti a dire che l'interlocutore non capisce e si danno risposte secche e incomplete. Se non c'è tempo o voglia di scrivere sul forum basta non farlo...

Tra l'altro, cosa c'è di strano nel voler modificare il proprio workflow in modo da poter lavorare su profli colore più ampi? Premesso che il Prophoto RGB copre completamente sia il sRGB che l'AdobeRGB, mi sembra legittimo chiedere quale sia il miglior intento di conversione quando voglio pubblicare la foto su internet? E tra l'altro anche qui, se si aveva voglia o interesse di trattare questo argomento, si poteva anche aggiungere che in molti casi per la stampa dal ProphotoRGB si può anche non usare un intento percettivo ma un colorimetrico relativo.

Forse ho sviato il punto del discorso parlando del monitor... In effetti se nè un semplice monitor LCD TN RGB, nè un LCD IPS AdobeRGB possono riprodurre i colori del ProphotoRGB, che ne parlo a fare?

E scusate se scrivo troppo o risulto noioso nelle mie argomentazioni, senza svaccate goliardiche o roba simile... è che non sono un vero Pentaxiano, alla prima comunione mi regalarono una Olympus...
Ultima modifica di Cla82Limited il gio lug 17, 2014 5:13 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda Cla82Limited » gio lug 17, 2014 5:11 pm

emmeci ha scritto:Credo che Jenner intenda dire che il RAW è sempre RAW, è quando lo "sviluppi" che assegni uno spazio colore, per cui se prima hai sviluppato i tuoi jpg in sRGB ora li puoi nuovamente sviluppare scegliendo lo spazio AdobeRGB o altro.
... e poi ha aggiunto: ma se fino ad oggi ti andava bene così, queste non sono :nerdmast: ?
:cincin:


Grazie per il chiarimento, ora la risposta è comprensibile.

Per quanto riguarda il motivo per cui cambiare il workflow, ritengo che, data la capacità di molte stampanti professionali di laboratorio di stampare oltre l'estensione del sRGB e visto che vorrei ottenere i migliori risultati possibile nella stampa fine art, perchè non andare verso qualcosa di meglio?
Inoltre, e qui siamo nell'ambito delle elucubrazioni, ritoccare una foto in Prophoto RGB a 16bit da molto più margine che lavorare su una in sRGB a 8 (o anche 16) bit. E qui siee iberissimi di dirmi che ho sparato una minchiata (purchè mi diate una giustificazione...).

Grazie ;-)
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda ntx » gio lug 17, 2014 7:56 pm

Scusa Cla82Limited se sono stato telegrafico, dovevo andare via di li a poco e... ho abbreviato! :D

Cla82Limited ha scritto:Da cosa deduci che non capisco? Se anche dovesse essere così, avere qualcuno che sveli l'arcano sarebbe di grande aiuto :-)


La domanda sul RAW. La domanda su quale intento di rendering usare. L'uso del soft-proofing e dei profili di stampa.
Sostanzialmente ogni domanda che hai fatto mostrava che non hai chiare le basi dell'avere un flusso di lavoro profilato... e se le basi non sono chiare rispondere alle tue domande serve a poco (e come se, ad esempio, una persona riducesse la fotografia macro alla terna di valori ISO, diaframmi, tempi da usare).
Il rischio, come ho detto tante volte, e' di ottenere risultati inconsistenti e non riuscire a trovare ne la soluzione ma ancora prima a non trovare nemmeno dove si origina il problema.

Domanda 1.
Il profilo colore della fotocamera agisce solo sul JPEG. Il RAW non ha profilo e saranno le impostazioni dello sviluppatore che usi ad assegnare il profilo.

Domanda 2.
L'intendo di rendering e' una di quelle cose che fanno parte dell'ABC del flusso profilato. Ogni intento ha uno scopo diverso e la mia risposta - Percettivo - e', in realta' sbagliata. La risposta corretta in realta' e' dipende da cosa devi fare. "Percettivo" cosa significa? Significa che, in una conversione di spazi colore, quando per un colore non c'e' corrispondenza va scelto un colore nello spazio di destinazione che viene percepito come simile a quello mancante. Di norma, per un fotografo, e' l'intento che fa quello che ci si aspetta... ma non e' mica detto, specie se i tuoi intenti ( :D ) sono altri! :P

Domanda 3.
Per il discorso sull'intento di rendering vale quanto detto sopra. Se loro ti forniscono il profilo di stampa puoi fare il soft proofing... ma mica solo quello! Intanto quando fa il soft proofing vedi quali colori sono fuori gamut... e quando vedi quali sono fuori gamut puoi fare regolazioni in modo tale da aggiustare i colori della tua immagine dentro il profilo di destinazione (il che significa, estremizzando, che utilizzando una stampante del cacchio con colori del cacchio puoi scegliere quali colori del cacchio usare e ottenere una stampa con colori del cacchio coerenti... e' un po' come scegliere accuratamente cosa mangiare per ottenere un certo odore quando vai di corpo per poi compiacersi - seduti sulla tazza - di averlo azzeccato! :D).
Teoricamente, una volta che hai fatto le tue regolazioni con il soft proofing dovresti convertire il profilo colore della tua immagine in quello di stampa e chiedere la stampa della tua immagine senza convertire il profilo colore. In questo modo dovresti ottenere un risultato predicibile.
Fotografare la tavolozza standard e' una cosa che puoi fare a tua discrezione se ti da l'impressione di poter controllare meglio il risultato... in realta' non ti serve ma credo fermamente che per fare una stampa che si reputa buona il 90% lo fa l'essere convinti di aver fatto una buona stampa. :P


Cio' detto non userei il ProPhotoRGB nemmeno se pagato. So bene che usarlo regala al fotografo quella luminosa aura magica del professionista... del resto se sul mirino non c'ha scritto "Canon" o "Nikon" che altro ti rimane per recuperare un po' di dignita'? La contropartita e' che gli inesperti vedendo la tua aura luminosa potrebbero equivocare e pensare solo che hai l'AIDS (cit.). :D

Cla82Limited ha scritto:Per quanto riguarda il motivo per cui cambiare il workflow, ritengo che, data la capacità di molte stampanti professionali di laboratorio di stampare oltre l'estensione del sRGB e visto che vorrei ottenere i migliori risultati possibile nella stampa fine art, perchè non andare verso qualcosa di meglio?


Vuoi fare sul serio, in laboratorio, una stampa fine art? Il sistema e' andare da chi stampera' la tua foto, parlarci, spiegargli cosa vuoi ottenere... il resto sono cacchiate.

Cla82Limited ha scritto:Inoltre, e qui siamo nell'ambito delle elucubrazioni, ritoccare una foto in Prophoto RGB a 16bit da molto più margine che lavorare su una in sRGB a 8 (o anche 16) bit. E qui siee iberissimi di dirmi che ho sparato una minchiata (purchè mi diate una giustificazione...).


Diciamo che il discorso bit non c'entra granche'. La questione e' diversa: se usi uno spazio colore molto ampio, che magari riesce a contenere lo spazio colore di stampa (e non e' affatto scontato che cio' avvenga usando ProPhotoRGB), puoi fare delle regolazioni senza andare fuori gamut nello spazio colore dell'immagine: significa che, teoricamente, puoi vedere certi colori che in uno spazio colore piu' ristretto sarebbero rappresentati da un colore di rimpiazzo (quale lo dice l'intento di rendering). Contemporaneamente a cio', pero', si incastra anche lo spazio colore del monitor che sara' piu' stretto, notevolmente piu' stretto, del ProPhotoRGB e quindi anche se usi un profilo che ti rappresenta quei particolari colori, potrebbe intervenire il monitor a metterli fuori gamut e rimpiazzarli con altri.
La scelta quindi e' fra non vedere quello che potresti vedere ma che vedrai in stampa, o vedere che qualcosa non vedi ma che vedrai in stampa. :D

Ciao
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda fanagot » ven lug 18, 2014 8:34 am

Cla82Limited ha scritto:
fanagot ha scritto:colpa tua, se fai domande "col dubbio" poi non capisci la risposta :prrt:


...detto questo?
La risposta continua a non far intendere se il settaggio del profilo colore sulla fotocamera si applichi solo ai JPEG o a entrambi JPEG+RAW. (E io scarterei questa seconda ipotesi vista la natura dei file RAW, ma avrei gradito una conferma chiara...).

Inoltre, non vedo perchè, invece di argomentare su un tema interessante che può tornare utile ad altri, ci si limiti a dire che l'interlocutore non capisce e si danno risposte secche e incomplete. Se non c'è tempo o voglia di scrivere sul forum basta non farlo...

Tra l'altro, cosa c'è di strano nel voler modificare il proprio workflow in modo da poter lavorare su profli colore più ampi? Premesso che il Prophoto RGB copre completamente sia il sRGB che l'AdobeRGB, mi sembra legittimo chiedere quale sia il miglior intento di conversione quando voglio pubblicare la foto su internet? E tra l'altro anche qui, se si aveva voglia o interesse di trattare questo argomento, si poteva anche aggiungere che in molti casi per la stampa dal ProphotoRGB si può anche non usare un intento percettivo ma un colorimetrico relativo.

Forse ho sviato il punto del discorso parlando del monitor... In effetti se nè un semplice monitor LCD TN RGB, nè un LCD IPS AdobeRGB possono riprodurre i colori del ProphotoRGB, che ne parlo a fare?

E scusate se scrivo troppo o risulto noioso nelle mie argomentazioni, senza svaccate goliardiche o roba simile... è che non sono un vero Pentaxiano, alla prima comunione mi regalarono una Olympus...


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viewtopic.php?f=9&t=54210
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viewtopic.php?f=9&t=23791

poi mi fermo perche' non mi pagano abbastanza, ma se mi mandi 1 euro a link, te ne tiro fuori ancora :facciac:
Io uso sRGB e vivo felice, nessuno mi ha mai chiesto se una foto postata qui, o appesa a casa, fosse scattata in sRGB o adobeRGB o in raw o in pef, e spesso, nemmeno con che macchina.
Al massimo, un amico, vedendo delle stampe, mi ha chiesto con che obiettivo avevo fatto alcune foto.
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda ntx » ven lug 18, 2014 10:07 am

fanagot ha scritto:Io uso sRGB e vivo felice, nessuno mi ha mai chiesto se una foto postata qui, o appesa a casa, fosse scattata in sRGB o adobeRGB o in raw o in pef, e spesso, nemmeno con che macchina.


Di stampatori che hanno mezzi per gestire un AdobeRGB ce ne sono ma le stampe non le fai e non le ordini come fai al chiosco della Coop o su Digitalpix (tanto per dirne due che hanno l'approccio un-tanto-al-chilo). Con quegli stampatori ci dovrai parlare, accordarti e sarebbe anche meglio andare in laboratorio da loro per vedere cosa stanno per stampare... anche perche' vanno a minimo 30 euro a stampa, quindi mandare in stampa alla cieca e' un po' da fessi. Fra l'altro a questi gli mandi un TIFF16 o un PSD, mica un JPEG!

Penso possa essere utile anche citare l'esperienza di una tipa che frequentava il mio circolo fotografico e che ha realizzato diverse stampe fine-art. Lei di Photoshop ci capisce il giusto (poco), di tutto il segone mentale del workflow profilato, della gestione colore e menate varie non sa sostanzialmente nulla (il suo PC e' tutto su impostazioni predefinite... quindi completamente sRGB).
Quando lei stampa mette i PSD dentro una chiavetta USB e va dallo stampatore: passano un pomeriggio insieme dove lei gli spiega cosa vuole che si veda e che resa le interessa e lui gli prepara i file per la stampa seguendo le indicazioni. Lei ottiene esattamente quello che vuole e il tutto viaggia a 130 euro circa a foto, 80cm lato lungo con cornice... e ci va a far le mostre, fra l'altro.
Ha fatto scandalizzare non pochi puristi al circolo... per me invece lei ha capito tutto.

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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda Cla82Limited » ven lug 18, 2014 12:45 pm

Vi ringrazio per le risposte esaurienti e per i link che aggiungono tasselli per completare il quadro...

Fermo restando che gli spazi colore sono standard indipendenti dall'hardware che si usa, ritengo che lavorare su uno spazio colore più ampio sia "più saggio", nel senso che è preferibile salvare più informazioni possibile nelle immagini, per poi andare a togliere se serve (pubblicazione web o stampa da jpeg). Un po' come la musica: i miei CD me li converto in FLAC e in OGG, poi scelgo se il FLAC se voglio ascoltare musica sull'impianto, altrimenti OGG se sto in giro col player portatile.

L'argomento del ProphotoRGB rimane secondo me un po' un assurdo, considerando che, non solo non esistono monitor che visualizzino quella mostruosa gamma di colori, ma nel profilo stesso c'è una serie di colori virtuali e di fatto inesistenti. Se in fase di stampa si deve andare a tentativi, a questo punto preferisco l'AdobeRGB, che almeno posso gestire e vedere coi miei occhi anche a monitor.
In questo senso, c'è qualcosa di sbagliato se imposto il mio workflow nel modo seguente?:

- Scatto in RAW (come sempre) e una volta aggiustato sul RAW converter esporto in TIFF AdobeRGB 16bit senza compressione.
- Apro il programma di ritocco impostato in spazio colore AdobeRGB e mi faccio tutta la postproduzione che mi pare (guardando il tutto su monitor wide gamut con copertura 99% AdobeRGB e opportunamente calibrato in hardware sulla LUT)
- Salvo ed esporto il file finale come dicevo prima: TIFF AdobeRGB 16bit se vogllio stamparlo di persona in laboratorio professionale; altrimenti jpeg sRGB 8/16bit per la pubblicazione web / stampa online (con intento di conversione variabile, "percettivo" per web, altro per stampa).

Spero di aver esposto chiaramente la mia opinione e il mio intento, che ne pensate?
Grazie ancora per la vostra disponibilità :-)
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda ntx » ven lug 18, 2014 2:57 pm

Cla82Limited ha scritto:ritengo che lavorare su uno spazio colore più ampio sia "più saggio", nel senso che è preferibile salvare più informazioni possibile nelle immagini, per poi andare a togliere se serve (pubblicazione web o stampa da jpeg).


Dal punto di vista della quantita' di informazioni disponibili non c'e' nessuna differenza fra gli spazi colore, che siano stretti da essere un punto o larghi N-mila volte il ProPhotoRGB.
Se vuoi misurare un foglio di carta ti sembra che il foglio cambi di dimensione se usi un righello da 30cm o un righello da 60cm? Al massimo, se il foglio e' lungo 40 cm, con il primo righello ti tocchera' dire che una parte non riesci a misurarla ma non per questo e' persa.
Anche il momento in cui fai una conversione di profilo (es. da AdobeRGB a sRGB) non ti fa perdere dati... o meglio: non perdi dati se la precisione dell'algoritmo e' sufficentemente elevata da avere un errore inferiore al minor dato gestibile dal tuo formato. Puoi quindi avere un TIFF16 in sRGB che puo' contenere tutti i 2^48 colori gestibili, con il solo problema che - in sRGB - hai piu' combinazioni terne di dati che corrispondono ad uno stesso colore in visualizzazione.

In sostanza la gestione colore non va mai ad agire su quanta informazione hai nei file ma sempre e solo su cosa e' rappresentabile.

Cla82Limited ha scritto:L'argomento del ProphotoRGB rimane secondo me un po' un assurdo, considerando che, non solo non esistono monitor che visualizzino quella mostruosa gamma di colori, ma nel profilo stesso c'è una serie di colori virtuali e di fatto inesistenti. Se in fase di stampa si deve andare a tentativi, a questo punto preferisco l'AdobeRGB, che almeno posso gestire e vedere coi miei occhi anche a monitor.


Perche' e' assurdo? Se la vedi solo dal lato cosa riesco a visualizzare allora dovresti usare sRGB che, in un monitor come quello di cui parli, sarebbe visualizzato per intero a differenza dell'AdobeRGB. E sarebbe parimenti assurdo all'usare un monitor sRGB con immagini AdobeRGB.

Il motivo per cui non userei mai ProPhotoRGB e' che tutti gli strumenti che producono ed elaborano dati nel mio flusso di lavoro non hanno precisione sufficente da rendere utile quello spazio colore. Usarlo significherebbe lavorare con molti piu' dati, allungando i tempi e aumentando lo spazio di memorizzazione, senza che ci siano veramente quelle informazioni.
Il giorno che trattero' pixel a 24 bit per componente, e tutti i miei strumenti software saranno in grado di manipolarli adeguatamente, passero' a ProPhotoRGB. Finche' cio' non avverra' potro' tranquillamente lavorare in AdobeRGB.


Per il resto nel tuo workflow che non va c'e' solo l'affidarsi ciecamente a specifiche tecniche.
Mi e' gia' capitato di impostare un flusso di lavoro che a specifiche andava benissimo ma che poi, magari a causa di un solo anello debole, non dava i risultati sperati. A quel punto si fanno altre scelte... e pazienza se non riempiono la bocca quando le racconti: l'importante e' il risultato.

Toglimi pero' una curiosita'...

Cla82Limited ha scritto:- Salvo ed esporto il file finale come dicevo prima: TIFF AdobeRGB 16bit se vogllio stamparlo di persona in laboratorio professionale; altrimenti jpeg sRGB 8/16bit per la pubblicazione web / stampa online (con intento di conversione variabile, "percettivo" per web, altro per stampa).


Mi fai un esempio di JPEG a 16 bit? E poi perche' non useresti l'intento "Percettivo" in stampa?

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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda Cla82Limited » ven lug 18, 2014 3:21 pm

Scusami, ma passare da uno spazio AdobeRGB a uno sRGB non è più sensato del contrario? Cioè, se io parto dal RAW, salvo in TIFF AdobeRGB, ritocco ed esporto in TIFF AdobeRGB, posso convertire in sRGB senza problemi; ma se ritocco in RAW, salvo in TIFF sRGB, ritocco ed esporto in TIFF sRGB, mi trovo nella condizione in cui la successiva conversione in AdobeRGB comporta un'estensione del gamut per cui certi colori/dati non possono saltar fuori dal nulla (al limite vengono interpolati). Se parto dal RAW posso applicare quale spazio coore voglio, ma se parto dal TIFF già ritoccato posso davvero passare dal profilo colore sRGB all'AdobeRGB? Ha senso?

E a cosa servono i monitor wide gamut, i pannelli IPS, i profilatori e calibratori... se posso ritoccare e salvare una foto guardando solo le coordinate colore, l'istogramma, l'allerta colore e via dicendo, allora posso tranquillamente usare anche un monitor CGA verde. E invece di ascoltare la musica mi guardo lo spettro del brano sul display ed evito tutte pippe sui DAC, preamplificazione, impedenza ecc...

Un esempio di 16bit? Direi una foto in cui si debba preservare l'omogeneità delle sfumature anche a seguito di ritocchi consistenti. Perchè non l'intento percettivo in stampa? Immaginavo che per la stampa quello giusto fosse il colorimetrico relativo (ammesso che la stampante copra lo stesso spazio colore del file, altrimenti immagino si debba ricorrere al percettivo, ma si va a sputtanare la fedeltà cromatica, o sbaglio?).

Grazie ancora per la tua pazienza nell'impelagarti in questo dscorso :-)
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda ntx » ven lug 18, 2014 7:44 pm

Cla82Limited ha scritto:Scusami, ma passare da uno spazio AdobeRGB a uno sRGB non è più sensato del contrario?


"Passare" inteso come assegnazione o come conversione? Se come conversione e' questione di cosa ti serve e cosa devi fare. Se lo fai per assegnazione beh, ha senso farlo se sai che il profilo originale era quello di destinazione.

Cla82Limited ha scritto:Cioè, se io parto dal RAW, salvo in TIFF AdobeRGB, ritocco ed esporto in TIFF AdobeRGB, posso convertire in sRGB senza problemi;


Beh, no, non senza problemi. In realta' se tu sai che vuoi ottenere un sRGB ti conviene convertire il RAW in TIFF sRGB, paciugarlo e poi salvare. La differenza, misurabile, e' che in una conversione di una foto a colori da AdobeRGB a sRGB perdi un po' meno del 7% dei colori (stai prendendo uno spazio grande e lo riduci in uno piccolo).

Cla82Limited ha scritto:ma se ritocco in RAW, salvo in TIFF sRGB, ritocco ed esporto in TIFF sRGB, mi trovo nella condizione in cui la successiva conversione in AdobeRGB comporta un'estensione del gamut per cui certi colori/dati non possono saltar fuori dal nulla (al limite vengono interpolati).


Guarda che passando da sRGB ad AdobeRGB non perdi colori (sRGB e' piu' piccolo).

Cla82Limited ha scritto:Se parto dal RAW posso applicare quale spazio coore voglio, ma se parto dal TIFF già ritoccato posso davvero passare dal profilo colore sRGB all'AdobeRGB? Ha senso?


Torniamo al tema di un'altra discussione: il RAW e' un TIFF, mica e' un coso magico! Se tu hai un TIFF16 puoi fare le stesse operazioni che fai con il RAW. E' solo un passaggio a 8 bit (causa minor precisione) che non puoi permetterti alcune cose.

Cla82Limited ha scritto:E a cosa servono i monitor wide gamut,


Ad avere piu' colori visualizzabili.

Cla82Limited ha scritto:i pannelli IPS,


A permettere un angolo di visualizzazione maggiore, cosa molto importante quando hai monitor molto grandi (dove e' rilevante l'angolo fra gli angoli estremi e gli occhi dell'utente).

Cla82Limited ha scritto:i profilatori


A creare i profili dei colori visualizzabili dal monitor.

Cla82Limited ha scritto:e calibratori...


A calibrare i monitor che si possono calibrare.

Cla82Limited ha scritto:se posso ritoccare e salvare una foto guardando solo le coordinate colore, l'istogramma, l'allerta colore e via dicendo, allora posso tranquillamente usare anche un monitor CGA verde.


E' proprio cosi' per quanto assurdo possa sembrare... e non solo: operando in quella maniera hai assoluta certezza di quanto stai facendo.
Un esempio pratico di come, sostanzialmente, non fidarsi di quanto si vede a monitor:
http://www.teacher-in-a-box.it/videocor ... e_238.html
(per chi fosse interessato alla correzione colore in Lab e' un corso gratuito che consiglio... tenetevi un block notes sottomano quando lo guardate)

Cla82Limited ha scritto:Un esempio di 16bit? Direi una foto in cui si debba preservare l'omogeneità delle sfumature anche a seguito di ritocchi consistenti.


Si, intendo dire di farmi vedere un JPEG a 16 bit.

Cla82Limited ha scritto:Perchè non l'intento percettivo in stampa? Immaginavo che per la stampa quello giusto fosse il colorimetrico relativo (ammesso che la stampante copra lo stesso spazio colore del file, altrimenti immagino si debba ricorrere al percettivo, ma si va a sputtanare la fedeltà cromatica, o sbaglio?).


Meglio che i colori siano simili a quelli che percepivi o che - sostanzialmente - siano tutti sballati ma preservando gli stessi rapporti cromatici originali? Sono cose molto differenti... sintetizzando moltissimo: il colorimetrico relativo lo usi quando stampi sulla Gazzetta dello Sport o su Il Sole 24 Ore, poiche' hai la carta colorata (quindi non potra' mai riprodurre i colori fedelmente) e quindi preservi le "distanze" fra i colori malgrado verranno tinti.

Cla82Limited ha scritto:Grazie ancora per la tua pazienza nell'impelagarti in questo dscorso :-)


Tu hai una minima idea di quanto t'avrebbe chiesto Boscarol per rispondere ad una sola delle tue domande? :D
(leggersi per intero il suo sito, comunque, e' una cosa che dovresti fare)

Ciao
Jenner
ntx
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Re: Spazio colore e workflow

Messaggioda Cla82Limited » sab ott 11, 2014 12:35 pm

Riapro questo thread dopo aver sperimentato un po' il nuovo workflow basato sullo spazio colore AdobeRGB. Il nuovo monitor wide gamut, calibrato in hardware, finalmente mi permette di vedere quello che sto facendo, a prescindere che stia lavorando in sRGB o AdobeRGB. La differenza con l'LCD del notebook è abissale e, dove prima apportavo modifiche "a naso" sperando di azzeccare la giusta tonalità (per giusta intendo quella reale che il mio cervello ha registrato quando ero sul posto al momento dello scatto), ora finalmente posso aggiustarmi quelle tonalità e gradazioni vedendole realmente. Ho fatto anche qualche prova di stampa in un laboratorio che accetta file TIFF in AdobeRGB a 16bit e sono molto soddisfatto.

Ora ovviamente, ritoccando le foto in AdobeRGB si è aggiunta la complicazione della conversione dello spazio colore al termine del ritocco, al fine di condividere l'immagine in internet. Come s'era già detto, convertire una foto da uno spazio colore ampio a uno più ristretto comporta una certa variazione dell'immagine finale. Questo non sarebbe niente di che, se non ci si mettesse di mezzo il software di fotoritocco: ho fatto alcune prove con Photoshop CS6 e il risultato costante in cui mi imbatto è che all'interno del programma non c'è alcuna differenza visibile fra il file AdobeRGB e quello sRGB (a prescindere dall'estensione del file, TIFF, JPG...), mentre fuori dal programma la differenza si vede ed è più o meno tangibile in base al caso specifico. Qualcuno di voi ha esperienza in merito? Come faccio a mettere mano al file sRGB per mitigare le differenze cromatiche e di contrasto con il file originario AdobeRGB se Photoshop non mi mostra la reale differenza fra i due file? Solitamente quando apro il file sRGB, seleziono l'opzione "usa il profilo incorporato", ma non cambia niente, continuo a vederlo esattamente come il file in AdobeRGB.
Salvando i file in JPG e visualizzandoli in Firefox (che da quanto ne so è un browser "color managed") le differenze sono palesi.
Tutto ciò accade sia caricando nel monitor il profilo colore target AdobeRGB che quello sRGB.

Ho già fatto una ricerca abbastanza estesa in internet, a partire dalle basi degi spazi colore, passando per tutte le tecniche varie di conversione, leggendomi svariate "epopee" simili alle mie, ma non ho trovato una soluzione al quesito. Gli argomenti più pertinenti (ma comunque senza esito positivo) li ho trovati qui:
http://photo.net/digital-darkroom-forum/00cQto
https://forums.adobe.com/thread/1342129

Grazie in anticipo a chiunque volesse condividere la propria esperienza :-)):
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