bel-ami ha scritto:Entro a gamba tesa con una perplessità legata alla stampa. Io non avendo uno schermo sul quale vedere i risultati di stampa finali (almeno per la luminosità) ho sempre paura che le stampe poi siano troppo scure, con ombre chiuse dove a schermo invece mostravano dettaglio.
Voi come fate? Avete lo schermo calibrato?
Dopo aver stampato a lungo in casa, sono giunto alla stessa conclusione del Papero e di Uno. Per risolvere il problema della
taratura con il laboratorio, ho chiesto direttamente lumi ai due che ho selezionato e da cui mi servo ormai da anni (WhiteWall, premiato da TIPA nel 2020 come miglior laboratorio al mondo, per il fine art e Saal Digital - un po' meno caro - per il tono continuo).
Mi hanno risposto di seguire questa procedura:
- innanzitutto, calibrare il monitor con una buona sonda ed un buon software, seguendo scrupolosamente le istruzioni allegate a quest'ultimo.
- scaricare dal loro sito i profili colore delle carte che mi interessano ed installarli nel sistema operativo.
- una volta elaborata la foto da stampare, fare il soft proofing sul monitor calibrato utilizzando il profilo colore della carta scelta, impostando la simulazione con i parametri raccomandati da loro (forniscono le istruzioni per Photoshop e Lightroom: se usi altro, ti dovrai arrangiare).
- da ultimo, i file richiesti sono jpeg con profilo colore sRGB per le stampe a tono continuo, TIFF 16 bit con profilo ProPhoto RGB per il fine art (hanno specificato, ma c'ero arrivato anche da solo, che il file per il fine art deve uscire con quelle caratteristiche direttamente dal raw: se la foto di partenza è in jpeg, convertirla in tiff 16 e ProPhoto non serve a nulla, perchè le informazioni che il jpeg non contiene, non saltano fuori per magia, le devi avere già in partenza).
Seguendo questi loro consigli, sono arrivato ad ottenere risultati di altissimo livello, che in casa reputo difficili da raggiungere e di sicuro non a quei prezzi (che già sono elevati). Con l'esperienza, sono arrivato - sul colore - a preferire le carte glossy, perchè la corrispondenza tra quello che vedi a monitor facendo il soft proofing e la stampa che ottieni, è pressochè totale. Con le Rag e le Matt, c'è il problema che l'effetto visivo del supporto opaco è difficile da riprodurre a monitor: con certe carte, il soft proofing è affidabile, con altre meno, con altre ancora non lo è affatto. Alla fine, ho ristretto la scelta a cinque tipi di carta, due per il tono continuo e tre per il fine art, e vivo felicissimo. Aggiungo, concludendo, che come ha già osservato Enriko!!, non tutti i laboratori offrono questo tipo di servizio. WhieWall, per me, è superlativo, ma la qualità restituita se la fanno pagare tutta. Saal è un po' più economico, ma non allo stesso livello; lo utilizzo prevalentemente per i fotolibri.