A furia di sentire gente, nata fotograficamente col digitale, lanciarsi "alla scoperta" dell'analogico, ho deciso di ridare anch'io un'occhiata a quel mondo perduto. Uno youtuber trentenne avrebbe sicuramente intitolato il video: "Shooting film: does it make sense in 2025?". Così, ho tirato fuori dall'armadio un attrezzo che usavo quando avevo quell'età, e dopo essermi documentato sull'attuale situazione di mercato (chi produce cosa, disponibilità in Italia e prezzi), ho comprato un po' di rulli e mi sono messo all'opera.Ho iniziato dal bianco e nero e da una pellicola Ilford, un produttore che non ha mai interrotto l'attività, mantenendo a catalogo la roba classica e sviluppando addirittura prodotti nuovi. Ho scelto una vecchia conoscenza, la FP4 Plus 125, che ho fatto sviluppare manualmente a Limongelli. Vediamo qualcosa ...
1.Facciata della chiesa di Santa Margherita (siamo a Vipiteno, in Alto Adige)

2. decorazioni all'interno

3. Chiesa cappuccina di Santa Maddalena, in controluce velato

4. per mezzo di una burla grandangolare, stempero il tetro ed austero palazzo Jöchlsturm

5. L'imponente dimora seicentesca all'ingresso della Hochstraße (credo si chiami Wildenburg, ma non ne sono certo)

6. vicolo dei Cappuccini

7. vicolo delle rondini

8. all'angolo di via del Municipio

9. Santa Maria della Palude, vista da via Marconi

10. cimitero

Beh, direi che è tutto nella norma: è uscito quello che mi aspettavo, il look di questa emulsione è - al netto della scansione, che enfatizza molto la grana, rispetto alla stampa analogica - come lo ricordavo. Nessuna sorpresa negativa. Mi pare che Ilford sia promossa
Prossimamente proverò le Tri-X e le T-Max 
Elucubrazioni conclusive:
- dei costi del materiale e della difficoltà di trovare qualcuno che ancora lo tratta (mi riferisco al colore; il BN può ancora essere trattato totalmente in autonomia, se si dispone di una camera oscura) abbiamo già parlato in altri topic, inutile dilungarsi.
- ho utilizzato una parte di ciò che resta del mio vecchio corredo Carl Zeiss: una Contax RX equipaggiata con Distagon 18mm f/4 (foto 3, 4 e 5), Planar 50mm f/1.4 (foto 2 e 8), Vario Sonnar 28-85 (foto 1, 6, 7, 9 e 10). Se, da un lato, ricordavo bene la resa della pellicola, dall'altro avevo scordato il piacere di scattare con un'attrezzatura di quel tipo: l'otturatore dolcissimo, le ghiere delle ottiche fluide e frizionate al punto giusto, la percezione della messa a fuoco sul vetro smerigliato, l'utilizzo della lettura spot (precisissima, sulle Contax) e del sistema zonale nelle situazioni più difficili hanno scatenato uno scimmione antropomorfo che credevo definitivamente sopito, e che invece mi si è aggrappato saldamente alla spalla e sembra non voler mollare la presa. Per fortuna che ho venduto la 67 II e la folding 4x5

Oltre a questo rullo in bianco e nero, ho impressionato due Kodak Gold 200. Anche quelle sono esattamente come le ricordavo: oscene!! A casa (intendo dire a Bologna, non in casa
) ho dato in pasto all'MZ-S (lo scimmione s'è battuto il petto e ha ruggito fieramente...), per confronto, una Fujicolor C200, omologa giapponese della Gold: appena me la restituiscono, vi propino i risultati di entrambe. Poi, sarà la volta delle diapositive, se arrivano (introvabili!).Per ora vi saluto. Se preferite le gnocche ... beh, vi capisco
, ma dovrete attendere la fine di settembre 



... 